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I risultati di tidevono sono stime calcolate sulle tabelle dei contratti collettivi e non sono una consulenza legale. Per far valere i tuoi diritti rivolgiti a un sindacato, a un consulente del lavoro o a un avvocato.

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TFR in azienda o nel fondo pensione: differenze, tasse, costi e cosa cambia dal 1° luglio 2026

Lasciare il TFR in azienda o metterlo in un fondo pensione non ha una risposta uguale per tutti. Ecco cosa cambia davvero, i numeri COVIP e cosa è cambiato per chi viene assunto dal 1° luglio 2026.

20 ottobre 2026 · 9 minuti di lettura

In breve

  • Il TFR resta in azienda (o va al Fondo di Tesoreria dell'INPS) oppure va a un fondo pensione. Non c'è una scelta migliore per tutti: contano il contributo del datore, le tasse, i costi, il rendimento e quanto ti serve poter riavere i soldi.
  • Il contributo del datore spetta solo se aderisci al fondo del tuo contratto e versi almeno la tua quota minima: con il solo TFR di norma non lo ricevi.
  • Chi è assunto per la prima volta dal 1° luglio 2026 non ha più il silenzio-assenso a 6 mesi: l'adesione al fondo del contratto è automatica e hai 60 giorni per rinunciare. Chi era già assunto non ha nuove scadenze.
  • Il TFR messo nel fondo non torna in azienda; il TFR lasciato in azienda lo puoi conferire al fondo in qualsiasi momento.

TFR in azienda o nel fondo pensione: le differenze

Ogni mese si accantona il TFR (circa il 6,9% della retribuzione, come spieghiamo in calcolo del TFR). Puoi lasciarlo in azienda, o al Fondo di Tesoreria dell'INPS se l'azienda ha molti dipendenti, oppure destinarlo a un fondo pensione (previdenza complementare). Il confronto, punto per punto:

TFR in azienda (o INPS)TFR nel fondo pensione
RendimentoFissato dalla legge: 1,5% più il 75% dell'inflazione ISTATDipende dalla linea scelta e dai mercati; i garantiti rendono poco, gli azionari di più
Contributo del datoreNoSì, se aderisci al fondo del contratto e versi la tua quota minima
Tasse durante gli anni17% sulla rivalutazione, già tolta dal fondo20% sui rendimenti (12,5% sulla parte in titoli di Stato)
Tasse alla fineTassazione separata: aliquota media IRPEF, almeno il 23%15%, ridotto fino al 9% con 35 anni di partecipazione
DeduzioneNessunaI contributi (non il TFR) si deducono dal reddito fino a 5.300 € l'anno
AnticipoFino al 70% dopo 8 anni, per spese sanitarie o prima casaFino al 75% per spese sanitarie in ogni momento; dopo 8 anni 75% per la prima casa e 30% per altre esigenze
CostiNessunoSì: dallo 0,47% l'anno dei fondi negoziali al 2,17% dei PIP (media a 10 anni)
Puoi cambiare idea?Sì: puoi conferirlo al fondo quando vuoiNo: il TFR conferito non torna in azienda

Rendimento

  • In azienda: Fissato dalla legge: 1,5% più il 75% dell'inflazione ISTAT
  • Nel fondo: Dipende dalla linea scelta e dai mercati; i garantiti rendono poco, gli azionari di più

Contributo del datore

  • In azienda: No
  • Nel fondo: Sì, se aderisci al fondo del contratto e versi la tua quota minima

Tasse durante gli anni

  • In azienda: 17% sulla rivalutazione, già tolta dal fondo
  • Nel fondo: 20% sui rendimenti (12,5% sulla parte in titoli di Stato)

Tasse alla fine

  • In azienda: Tassazione separata: aliquota media IRPEF, almeno il 23%
  • Nel fondo: 15%, ridotto fino al 9% con 35 anni di partecipazione

Deduzione

  • In azienda: Nessuna
  • Nel fondo: I contributi (non il TFR) si deducono dal reddito fino a 5.300 € l'anno

Anticipo

  • In azienda: Fino al 70% dopo 8 anni, per spese sanitarie o prima casa
  • Nel fondo: Fino al 75% per spese sanitarie in ogni momento; dopo 8 anni 75% per la prima casa e 30% per altre esigenze

Costi

  • In azienda: Nessuno
  • Nel fondo: Sì: dallo 0,47% l'anno dei fondi negoziali al 2,17% dei PIP (media a 10 anni)

Puoi cambiare idea?

  • In azienda: Sì: puoi conferirlo al fondo quando vuoi
  • Nel fondo: No: il TFR conferito non torna in azienda

Cosa cambia dal 1° luglio 2026

La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) ha cambiato la regola per i nuovi assunti. Chi è assunto per la prima volta dal 1° luglio 2026 nel settore privato (esclusi colf e badanti):

  • non ha più il silenzio-assenso a sei mesi, ma l'adesione automatica al fondo previsto dal contratto, con effetto dal giorno dell'assunzione;
  • ha 60 giorni dall'assunzione per rinunciare. Può scegliere un altro fondo oppure tenere il TFR in azienda; la rinuncia vale dall'inizio. Passati i 60 giorni senza scelta, l'adesione resta;
  • con l'adesione automatica si versano tutto il TFR, il contributo del datore e il contributo minimo del lavoratore previsti dai contratti: prima, con il silenzio-assenso, andava solo il TFR. Chi ha una retribuzione molto bassa, sotto l'assegno sociale, può dichiarare di non versare la propria quota senza perdere TFR e contributo del datore;
  • l'investimento di partenza non è più il comparto garantito, ma una linea life cycle, che riduce il rischio man mano che ti avvicini alla pensione. Puoi cambiare linea in ogni momento e senza costi.

Per chi era già assunto:

  • non c'è nessuna nuova scadenza: se hai il TFR in azienda, ci resta e puoi conferirlo al fondo quando vuoi;
  • chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 e non ha scelto nei sei mesi è già iscritto al fondo del contratto, solo con il TFR e nel comparto garantito;
  • chi cambia lavoro dopo il 30 giugno 2026 senza essere alla prima assunzione ha l'adesione automatica solo se ha già un fondo alimentato dal TFR; senza, il TFR resta dove sta.

Il contributo del datore di lavoro

È uno dei fattori che pesano di più. Il contributo del datore lo prevede il contratto collettivo e di norma spetta solo se aderisci al fondo del contratto e versi almeno la tua quota minima. Con il solo TFR non lo ricevi.

  • Fon.Te (commercio, turismo e servizi): 1,55% a carico del datore e 0,55% a carico tuo, sulla retribuzione utile al TFR. Su 30.000 € l'anno sono 465 € dall'azienda e 165 € tuoi.
  • Cometa (metalmeccanici): 2% a carico del datore e 1,2% a carico tuo, calcolati sui minimi del contratto.

Quanto spetta nel tuo caso dipende dal contratto e dal fondo: lo trovi nella nota informativa del fondo o te lo dice l'ufficio del personale. Una novità da seguire: dal 31 ottobre 2026 la legge prevede che chi trasferisce la posizione a un altro fondo dopo 2 anni porti con sé anche il contributo del datore, ma sulla portata (anche verso fondi aperti e PIP) le interpretazioni sono opposte e le istruzioni attuative non sono ancora uscite.

Rendimenti e costi: i numeri COVIP

La COVIP, l'autorità che vigila sui fondi pensione, pubblica rendimenti e costi. Medie annue, nette di costi e imposte, per i periodi che finiscono a dicembre 2025:

Forma2025Ultimi 10 anni
Rivalutazione del TFR in azienda1,9%2,5%
Fondi negoziali, media4,8%2,4%
Negoziali, linee garantite2,3%0,7%
Negoziali, linee bilanciate5,0%2,7%
Negoziali, linee azionarie7,7%4,8%
Fondi aperti, media5,7%2,7%
Inflazione1,1%2,0%

In dieci anni il TFR in azienda ha reso il 2,5% l'anno, più della media dei fondi negoziali (2,4%) e delle linee garantite (0,7%), ma meno delle linee azionarie (circa il 5%). I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Nel 2026 il TFR in azienda si sta rivalutando molto, perché l'inflazione è salita: a settembre 2026 i prezzi sono più alti del 4,0% rispetto a un anno prima e il coefficiente di rivalutazione del mese è 4,285617% (sul TFR accantonato al 31 dicembre 2025, per chi lascia il lavoro tra il 15 settembre e il 14 ottobre). Il dato dell'anno si saprà con l'indice di dicembre.

I costi dei fondi si misurano con l'Indicatore sintetico dei costi (ISC): a 10 anni di partecipazione è in media 0,47% l'anno per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti e 2,17% per i PIP.

Le tasse alla fine: quanto resta di 50.000 € di TFR

In azienda il TFR si tassa in tassazione separata (come si calcola). Nel fondo la prestazione paga il 15%, ridotto di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino al 9%. Con 50.000 € di TFR, solo l'effetto della tassa finale:

DoveAliquotaImpostaResta
In azienda, dopo 25 anni di servizio23,00%11.500,00 €38.500,00 €
Nel fondo, dopo 15 anni15,00%7.500,00 €42.500,00 €
Nel fondo, dopo 25 anni12,00%6.000,00 €44.000,00 €
Nel fondo, dopo 35 anni9,00%4.500,00 €45.500,00 €

Il confronto è solo sulla tassa finale, per lo stesso importo: non conta quanto rende ciascuna strada negli anni, i costi del fondo, l'imposta del 17% sulla rivalutazione del TFR e quella del 20% sui rendimenti del fondo, né il contributo del datore. Contano anche le deduzioni: i contributi che versi al fondo (non il TFR) si deducono dal reddito fino a 5.300 € l'anno, e per un dipendente il calcolo lo fa l'azienda in busta paga.

Posso cambiare idea? E se non scelgo?

  • Hai lasciato il TFR in azienda: puoi conferirlo al fondo in qualsiasi momento. Vale per il TFR che matura da quel momento; quello già accantonato solo se gli accordi lo prevedono.
  • Hai conferito il TFR al fondo: non torna in azienda, anche se cambi lavoro. Dopo 2 anni puoi trasferire la posizione a un altro fondo, senza tasse; puoi cambiare linea; puoi riscattare solo nei casi previsti dalla legge (per esempio dopo un periodo di inoccupazione) e avere le anticipazioni.
  • Sei un neoassunto dal 1° luglio 2026: hai 60 giorni per rinunciare all'adesione automatica.
  • Non scegli: se sei già assunto e hai il TFR in azienda, non cambia niente; se sei un neoassunto dal 1° luglio 2026, dopo 60 giorni l'adesione al fondo del contratto si conferma.

Puoi anche conferire solo una parte del TFR, ma solo se gli accordi lo prevedono (per esempio Fon.Te ammette il 50% o il 100% per chi è stato assunto dopo il 28 aprile 1993). Se non lo prevedono, il TFR va per intero.

Come lo vedi in busta paga

Il TFR che va al fondo non ti viene pagato: è una voce di accantonamento, non una somma che ricevi. Il contributo a tuo carico lo trovi tra le trattenute e l'azienda lo versa al fondo; il contributo del datore non ti viene trattenuto. La deduzione fiscale dei contributi versati tramite l'azienda la calcola l'azienda stessa nella busta, quindi paghi meno IRPEF. Le diciture esatte cambiano da un programma paghe all'altro.

Controllo rapido

Se hai aderito a un fondo e in busta non vedi né la quota di TFR destinata al fondo né il tuo contributo, chiedi all'ufficio del personale a che punto è l'adesione. La quota annua di TFR è circa la retribuzione ÷ 13,5.

Carica la busta: controlliamo la quota di TFR e i contributi in fondo al cedolino.

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Fondo di Tesoreria INPS e TFR in busta paga

Nelle aziende con molti dipendenti il TFR non destinato ai fondi pensione va al Fondo di Tesoreria dell'INPS: la soglia storica è 50 dipendenti, dal 2026 cambia per le imprese che la superano dopo l'avvio dell'attività (60 per il 2026-2027, poi 50 e dal 2032 40). Per te non cambia niente: il TFR lo ricevi sempre dall'azienda alla fine del rapporto.

Il TFR in busta paga (la cosiddetta QU.I.R.) è stato possibile solo dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018 e non è stato rinnovato: oggi l'azienda non può darti il TFR mese per mese. Resta l'anticipo una tantum nei casi previsti.

Come decidere, senza una regola unica

Nessuna fonte seria dice che conviene sempre l'una o l'altra. La COVIP indica cosa pesare:

  • il contributo del datore, che a parità di condizioni alza la pensione;
  • l'orizzonte: i giovani hanno molti anni davanti e possono usare linee più azionarie; chi è vicino alla pensione di solito preferisce linee prudenti;
  • i costi del fondo, da confrontare con il comparatore sul sito COVIP;
  • la flessibilità: il TFR in azienda ha un rendimento fissato dalla legge e nessun rischio di mercato, ma non gode del contributo del datore né della tassazione del fondo; il fondo non si può abbandonare.

Non è un consiglio personale: per il tuo caso rivolgiti a un consulente del lavoro, a un sindacato o al fondo del tuo contratto. Per capire quanto TFR hai accumulato usa il calcolo del TFR.

Domande frequenti

Non c'è una risposta valida per tutti. Pesano il contributo del datore (spetta solo se aderisci al fondo del contratto e versi la quota minima), le tasse finali (15% ridotto fino al 9% nel fondo; aliquota media IRPEF, almeno 23%, in azienda), i costi del fondo, il rendimento della linea scelta e la tua età. Il TFR in azienda rende per legge 1,5% più il 75% dell'inflazione, senza rischio di mercato.

Se hai lasciato il TFR in azienda sì: puoi conferirlo al fondo in qualsiasi momento. Se lo hai conferito al fondo no: non torna in azienda. Dopo 2 anni puoi trasferire la posizione a un altro fondo e puoi cambiare linea.

Se sei già assunto e hai il TFR in azienda, non cambia nulla. Se sei assunto per la prima volta dal 1° luglio 2026 e non rinunci entro 60 giorni, l'adesione al fondo del contratto si conferma: TFR, contributo del datore e tua quota minima. Chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 e non ha scelto in 6 mesi è già iscritto con il solo TFR.

Il TFR conferito non torna in azienda e i soldi si ottengono con le anticipazioni o i riscatti previsti dalla legge; il rendimento non è garantito (tranne nelle linee garantite, che rendono poco) e ci sono costi, dallo 0,47% l'anno dei fondi negoziali al 2,17% dei PIP. Il vantaggio principale è il contributo del datore, che spetta solo a chi aderisce al fondo del contratto.

Solo se gli accordi lo prevedono: per esempio Fon.Te ammette il 50% o il 100% per chi è stato assunto dopo il 28 aprile 1993. Per chi è stato assunto prima del 29 aprile 1993 la quota minima è il 50% se gli accordi non dicono altro. Con l'adesione automatica dei neoassunti il TFR va per intero.

Non c'è più il silenzio-assenso a 6 mesi: l'adesione al fondo del contratto è automatica dall'assunzione, con TFR, contributo del datore e tua quota minima, in una linea life cycle. Hai 60 giorni per rinunciare e tenere il TFR in azienda o scegliere un altro fondo.

Dipende dal tipo di fondo. A 10 anni di partecipazione l'Indicatore sintetico dei costi è in media 0,47% l'anno per i fondi negoziali, 1,36% per i fondi aperti e 2,17% per i PIP (dati COVIP a fine 2025). Il trasferimento a un altro fondo dopo 2 anni è esente da imposte.

No. La QU.I.R. è stata possibile solo dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018 e non è stata rinnovata. Oggi puoi chiedere solo l'anticipo una tantum, fino al 70%, dopo 8 anni, per spese sanitarie o per la prima casa.

Di norma no: il contributo del datore lo prevede il contratto e spetta se aderisci al fondo del contratto e versi almeno la tua quota minima.

Fonti

  • COVIP: D.Lgs. 252/2005, testo coordinato con le novità della L. 199/2025 (aggiornato al 9/10/2026)
  • L. 199/2025, art. 1, commi 195-205 (Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30/12/2025)
  • COVIP, deliberazione del 19/6/2026: direttive sull'adesione automatica
  • COVIP: TFR, istruzioni per l'uso
  • COVIP: l'adesione automatica
  • COVIP: i vantaggi fiscali
  • COVIP: i fondi pensione in Italia a fine 2025, dati principali (rendimenti e costi)
  • COVIP: comunicato sulla Relazione annuale 2025
  • Ministero del Lavoro: previdenza complementare, domande frequenti
  • Ministero del Lavoro: le novità in vigore dal 1° luglio 2026
  • Fon.Te: nota informativa, destinatari e contributi
  • Cometa: nota informativa, destinatari e contributi
  • ISTAT: prezzi al consumo di settembre 2026 (dati definitivi)
  • INPS: Fondo di Tesoreria, nuove soglie dal 2026
  • Il Sole 24 Ore: fondi pensione, cosa succede ai nuovi assunti e quanto tempo hanno per decidere
  • Studio Cataldi: TFR dal 1° luglio 2026, la nuova adesione automatica ai fondi pensione
  • Informazione Fiscale: TFR e fondi pensione per i neoassunti, pro e contro
  • Teleborsa: fondi pensione, la Relazione COVIP 2025
  • Money.it: cosa conviene fare con il TFR

Le informazioni di questo articolo sono generali e aggiornate alla data indicata (come verifichiamo i dati). Per il tuo caso rivolgiti a un sindacato, a un consulente del lavoro o all'ufficio del personale.

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  • Calcolo del TFR: come si calcola la liquidazione, la rivalutazione e le tasse, con esempioIl TFR si accumula ogni anno: circa il 6,9% della retribuzione, poco meno di una mensilità. Ecco la formula, come viene rivalutato, quanto vale nel 2026 e come leggerlo in busta paga.
  • Tassazione del TFR: come si calcola l'aliquota, quanto si paga e cosa cambia nel 2027Il TFR si tassa a parte, con un'aliquota media che dipende dagli anni di servizio. Ecco il calcolo passo per passo con esempi da 15.000 a 80.000 €, il ricalcolo dell'Agenzia e cosa cambia (poco) nel 2027.
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In questo articolo

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