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I risultati di tidevono sono stime calcolate sulle tabelle dei contratti collettivi e non sono una consulenza legale. Per far valere i tuoi diritti rivolgiti a un sindacato, a un consulente del lavoro o a un avvocato.

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Blog · Busta paga

Detassazione aumenti contrattuali: come funziona il 5% nel 2026 e cosa succede nel 2027

Gli aumenti dei contratti rinnovati nel 2026 sono tassati al 5% invece che con l'IRPEF. Ecco chi ci rientra, quanto vale in busta e cosa è deciso (e cosa no) per il 2027.

20 ottobre 2026 · 6 minuti di lettura

In breve

  • Nel 2026 gli aumenti arrivati con il rinnovo di un contratto collettivo sono tassati al 5%, al posto di IRPEF e addizionali, per i dipendenti privati con un reddito 2025 fino a 33.000 €.
  • Vale per i rinnovi firmati dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 e per gli aumenti pagati nel 2026 (entro il 12 gennaio 2027 contano ancora sul 2026).
  • Scade il 31 dicembre 2026. Governo e premier hanno detto che sarà confermata, ma il disegno di legge di bilancio 2027 non c'è ancora: soglia di reddito e rinnovi coperti non sono noti.
  • Il lavoratore può rinunciare per iscritto. Se non rinunci, sull'aumento deve esserci l'imposta sostitutiva al 5% e non l'IRPEF normale.

Cos'è la detassazione degli aumenti contrattuali

Quando un contratto collettivo viene rinnovato, il minimo del tuo livello sale. Per il 2026 la legge di bilancio (L. 199/2025, art. 1, comma 7) ha previsto che la parte di aumento pagata nell'anno sia tassata con un'imposta sostitutiva del 5%, che prende il posto di IRPEF e addizionali regionale e comunale. Per chi è in un'aliquota più alta è un bel risparmio.

Per esempio nel Commercio dal 1° novembre 2026 il minimo del 4° livello sale di 35 € lordi (vedi gli aumenti del Commercio). Con l'aliquota IRPEF del 23% sarebbero 8,05 € di imposta al mese; con il 5% sono 1,75 €: circa 6 € in più al mese, senza contare le addizionali (calcolo nostro, per chi è nel primo scaglione).

Chi ci rientra nel 2026

Valgono tutte queste condizioni:

  • lavori nel settore privato;
  • nel 2025 hai avuto un reddito da lavoro dipendente fino a 33.000 €(nella prima versione della legge la soglia era 28.000 €: è stata alzata in Parlamento);
  • l'aumento viene da un rinnovo di contratto collettivo firmato dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026: rientrano per esempio il Commercio (22 marzo 2024) e i metalmeccanici (22 novembre 2025);
  • l'aumento è stato pagato nel 2026.

Vale il principio di cassa allargato: gli importi del 2026 che ti vengono pagati entro il 12 gennaio 2027 contano ancora sul 2026. Si applica solo agli aumenti previsti dal rinnovo, non a tutto lo stipendio.

Puoi rinunciare all'imposta del 5% per iscritto; se non lo fai, sugli aumenti deve valere il 5% al posto dell'IRPEF normale.

E l'imposta del 15% su notturni e festivi?

Non è la stessa misura. Nel 2026 le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, festivi, giorni di riposo settimanale e turni sono tassate al 15% fino a 1.500 € l'anno, per chi nel 2025 ha avuto un reddito da lavoro dipendente fino a 40.000 € (settore privato).

Turismo e pubblici esercizi hanno avuto un regime a parte, valido solo dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, che è già finito. Come si legge nella busta lo spieghiamo in straordinari in busta paga.

Cosa succede nel 2027

Le due imposte valgono per il 2026 e scadono il 31 dicembre. Per ora non c'è una norma che le estenda al 2027. Cosa è successo finora:

  • il 2 luglio e il 22 settembre 2026 la presidente del Consiglio Meloni ha detto che la detassazione degli aumenti verrà confermata nella prossima manovra;
  • il 12 ottobre il ministro Giorgetti ha detto che la misura è un successo e che il governo continuerà ad alimentarla, ma "in qualche modo": senza impegnarsi sulla forma;
  • il 13 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio, che non elenca misure precise.

Il disegno di legge di bilancio, con i testi, non è ancora stato approvato dal governo: il termine del 20 ottobre è passato e, secondo la stampa, il Consiglio dei Ministri slitta di qualche giorno. Per diventare legge deve essere approvato dal Parlamento entro il 31 dicembre.

Cosa non sappiamo

Non ci sono indicazioni ufficiali sulla soglia di reddito, sull'anno di reddito da guardare e sui rinnovi coperti. Se la finestra delle firme non viene spostata, i rinnovi firmati nel 2027, come il prossimo del Commercio (il contratto scade il 31 marzo 2027), resterebbero fuori. Altre ipotesi, come una detassazione solo per i giovani (l'età non è stata definita) o più selettiva, sono solo anticipazioni di stampa.

Il quadro completo delle novità del 2027 è in novità busta paga 2027: lo aggiorneremo appena ci sarà il testo.

Come controllare la busta

  1. Guarda il reddito 2025 sulla tua CU: se supera 33.000 € la detassazione non ti spetta.
  2. Nella busta in cui arriva il primo aumento (per esempio novembre 2026 nel Commercio) cerca una riga di imposta sostitutiva al 5% sull'importo dell'aumento.
  3. Se non c'è, e non hai rinunciato, chiedi all'ufficio paghe come hanno tassato l'aumento.
  4. Sul minimo, verifica che l'aumento sia quello del tuo livello: le tabelle di paga base e contingenza sono in questo sito.

Carica la busta paga: controlliamo che l'aumento del contratto e le tasse siano quelle giuste.

Controlla la busta

Domande frequenti

Per ora no: l'imposta del 5% vale per il 2026 e scade il 31 dicembre. Governo e premier hanno annunciato che sarà confermata, ma serve il testo della legge di bilancio 2027, che non è ancora stato approvato dal governo né dal Parlamento.

I dipendenti del settore privato con un reddito da lavoro dipendente nel 2025 fino a 33.000 €, per gli aumenti pagati nel 2026 che derivano da rinnovi firmati dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.

Sì, per iscritto. Se non rinunci, sugli aumenti deve valere l'imposta sostitutiva al 5% al posto dell'IRPEF normale.

No. Notturni, festivi e turni hanno un'imposta a parte del 15%, fino a 1.500 € l'anno e per chi nel 2025 ha avuto un reddito fino a 40.000 €.

Quelli del 2026 pagati entro il 12 gennaio 2027 contano ancora sul 2026 (principio di cassa allargato). Per gli aumenti di competenza 2027 serve la proroga, che non è ancora legge.

Fonti

  • Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 7 e 10-11, Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30/12/2025
  • Agenzia delle Entrate, circolare 2/E del 24/2/2026: imposte sostitutive del 5% e del 15%
  • ANSA: Meloni, in manovra confermiamo la detassazione degli aumenti contrattuali (22/9/2026)
  • Governo: comunicato del Consiglio dei Ministri n. 192 (Documento programmatico di bilancio 2027)
  • Il Sole 24 Ore: la manovra slitta, risorse ridotte e negoziato con la UE (19/10/2026)

Le informazioni di questo articolo sono generali e aggiornate alla data indicata (come verifichiamo i dati). Per il tuo caso rivolgiti a un sindacato, a un consulente del lavoro o all'ufficio del personale.

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In questo articolo

Cos'è la detassazione degli aumenti contrattualiChi ci rientra nel 2026E l'imposta del 15% su notturni e festivi?Cosa succede nel 2027Come controllare la busta

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