Trasparenza salariale: cosa cambia per chi lavora con il decreto 96/2026
Dal 2026 lo stipendio va scritto negli annunci, l'azienda non può chiederti quanto guadagnavi e tu puoi chiedere gli stipendi medi di chi fa il tuo lavoro. Cosa cambia e come usarlo.
19 ottobre 2026 · 4 minuti di lettura
Cos'è e da quando vale
La direttiva europea 2023/970 vuole che gli stipendi siano più trasparenti, soprattutto per ridurre la differenza di paga tra uomini e donne. L'Italia l'ha recepita con il decreto legislativo 96 del 7 maggio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2026 e operativo da giugno.
Se cerchi lavoro
- Lo stipendio deve essere scritto: la retribuzione o la sua fascia vanno indicate negli annunci di lavoro.
- Non possono chiederti quanto guadagnavi nei lavori precedenti: lo stipendio si decide sul lavoro che farai, non su quello che prendevi prima.
Se lavori: cosa puoi chiedere
- I livelli medi di stipendio, divisi per sesso, delle persone che fanno un lavoro uguale o di pari valore al tuo. L'azienda deve rispondere entro 2 mesi.
- Puoi dire quanto guadagni: le clausole del contratto che ti vietano di parlarne sono nulle.
Cosa devono fare le aziende, e quando
Le aziende più grandi devono comunicare i dati sul divario retributivo di genere:
- dal 7 giugno 2027 quelle con almeno 150 dipendenti;
- ogni anno quelle con almeno 250 dipendenti;
- dal 2031 quelle da 100 a 149 dipendenti.
Ti pagano almeno il minimo del tuo livello? Carica la busta: lo controlliamo con il tuo contratto.
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Fonti
Le informazioni di questo articolo sono generali e aggiornate alla data indicata (come verifichiamo i dati). Per il tuo caso rivolgiti a un sindacato, a un consulente del lavoro o all'ufficio del personale.
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