Come controllare se la busta paga è corretta: la checklist in 10 punti (2026)
Dieci controlli da fare sulla tua busta, nell'ordine giusto: dal contratto e dal livello fino a straordinari, ferie, contributi e tasse. E cosa fare se qualcosa non torna.
19 ottobre 2026 · 7 minuti di lettura
1. La busta deve arrivarti, e lo stipendio non in contanti
L'azienda deve consegnarti il prospetto paga quando ti paga lo stipendio (Legge 4/1953): nome, qualifica, periodo, tutte le voci della retribuzione e tutte le trattenute. Può darti una copia del Libro unico del lavoro, anche per email o in un'area riservata. Se non lo consegna, o è sbagliato, rischia una sanzione da 150 a 900 € (di più se riguarda tanti lavoratori o tanti mesi).
Dal 1° luglio 2018 lo stipendio non si può pagare in contanti: solo con bonifico, assegno o altri strumenti tracciabili (contanti solo allo sportello di banca o posta). La firma sulla busta non dimostra che ti abbiano pagato.
2. Contratto, codice CCNL e livello
In alto trovi il contratto collettivo applicato, il livello, la qualifica e la data di assunzione. Tutto il resto dipende da qui: se il livello è più basso delle mansioni che fai, anche il minimo sarà più basso.
Dal 1° maggio 2026 la busta deve riportare anche il codice alfanumerico del CCNL (quello dell'archivio del CNEL), come prevede il decreto lavoro del 2026. Ti serve per sapere esattamente quale contratto ti applicano: spesso ce ne sono più di uno con lo stesso nome.
3. Il minimo del tuo livello
Paga base e contingenza devono arrivare almeno al minimo tabellare del tuo livello in vigore quel mese. Dopo ogni rinnovo del contratto il minimo sale: è uno dei controlli più importanti. Trovi le tabelle di Commercio, Metalmeccanici, bar e ristoranti e alberghi.
La Costituzione (art. 36) vuole una paga proporzionata al lavoro e sufficiente per vivere: i giudici usano i minimi dei contratti collettivi come riferimento.
4. Scatti di anzianità e superminimo
Gli scatti di anzianità maturano ogni tot anni dalla data di assunzione: contali e confrontali con quelli in busta. Il superminimo è una parte in più rispetto al minimo: può diminuire con gli aumenti del contratto solo se è assorbibile. Se il tuo contratto prevede l'EDR (10,33 € al mese), deve comparire.
5. Ore lavorate, assenze e part-time
Le ore o i giorni pagati devono corrispondere a quelli lavorati, più ferie, permessi e malattia. Se sei part-time, controlla che la percentuale sia quella del contratto firmato: un 75% scritto 70% vuol dire 5% di stipendio in meno ogni mese.
6. Straordinari, notti e festivi
Ogni ora oltre l'orario normale va pagata con la maggiorazione del contratto (per esempio dal 15% del Commercio al 30% di bar, ristoranti e alberghi), e così notti e festivi. Le regole contratto per contratto sono nella guida sugli straordinari in busta paga.
7. Tredicesima, quattordicesima e ratei
A dicembre deve esserci la tredicesima, a luglio la quattordicesima dove il contratto la prevede. Nel riquadro dei ratei vedi quanto hai già maturato: se sei entrato a metà anno, il mese con almeno 15 giorni di lavoro conta intero.
8. Ferie, ROL ed ex festività
Di solito c'è un riquadro con ferie, ROL ed ex festività: maturato, goduto e residuo. Controlla che i giorni che hai fatto siano scalati giusti e che ogni mese maturino.
9. Contributi, IRPEF e addizionali
I contributi INPS a tuo carico sono di solito il 9,19% dell'imponibile previdenziale; l'IRPEF si calcola a scaglioni (23%, 33%, 43% nel 2026) meno le detrazioni; le addizionali dell'anno prima si pagano a rate fino a novembre. Il dettaglio è nella guida sulle trattenute in busta paga.
10. TFR e netto
Il TFR non lo vedi pagato ogni mese: si accantona, circa la retribuzione annua divisa per 13,5, e trovi il totale nei progressivi. Il netto è il totale delle competenze meno le trattenute: è quello che deve arrivarti sul conto.
Vuoi saltare i calcoli? Carica la busta: facciamo noi i controlli sul tuo contratto, voce per voce.
Controlla la bustaSe trovi un errore
- Chiedi la correzione per iscritto all'ufficio del personale o al consulente dell'azienda.
- Se non rispondono, fatti aiutare da un sindacato, da un consulente del lavoro o da un avvocato.
- Puoi rivolgerti all'Ispettorato del Lavoro: prima prova una conciliazione con l'azienda; se non funziona, l'ispettore può fare una diffida accertativa, che dopo 30 giorni diventa un titolo per farti pagare. Nel 2025 l'Ispettorato ne ha fatte 12.879.
Per i dipendenti privati le differenze di stipendio si possono chiedere fino a 5 anni dopo la fine del rapporto (Cassazione 26246/2022): finché lavori lì, il termine non corre.
Per questo conviene conservare le buste paga almeno fino a 5 anni dopo la fine di ogni lavoro. Meglio ancora tenerle sempre: servono anche per dimostrare contributi mai versati quando chiedi la pensione.
Domande frequenti
Fonti
- Legge 4/1953: obbligo del prospetto paga (Normattiva)
- D.L. 112/2008, art. 39: Libro unico del lavoro (Normattiva)
- CGIL Lazio: il codice del CCNL in busta paga con il decreto Primo Maggio
- Fiscal Focus: nella busta paga di maggio debutta il codice CNEL del CCNL
- Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: come leggere la busta paga
- CGIL Lazio: controllo della busta paga e del TFR
- Il Sole 24 Ore: stipendi, divieto di contanti dal 1° luglio 2018
- D.Lgs. 124/2004, artt. 11 e 12: conciliazione monocratica e diffida accertativa (Normattiva)
- Ispettorato Nazionale del Lavoro: Rapporto annuale vigilanza 2025
- FiscoeTasse: prescrizione dei crediti dalla fine del rapporto (Cassazione 26246/2022)
Le informazioni di questo articolo sono generali e aggiornate alla data indicata (come verifichiamo i dati). Per il tuo caso rivolgiti a un sindacato, a un consulente del lavoro o all'ufficio del personale.
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