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Blog · Busta paga

Una tantum in busta paga: cos'è, quanto vale e come si tassa

Un importo pagato una volta sola, quasi sempre per un contratto rinnovato in ritardo. Ecco a chi spetta, come si calcola, come si tassa e come controllarlo.

20 ottobre 2026 · 6 minuti di lettura

In breve

  • Una tantum vuol dire "una volta sola": è un importo pagato in un'unica soluzione, o in poche rate, e non si ripete ogni mese.
  • Nei contratti collettivi serve di solito a coprire i mesi in cui il contratto era scaduto e gli stipendi non salivano.
  • Nel Commercio il rinnovo del 2024 ha previsto 350 € lordi al 4° livello, in due rate a luglio 2024 e luglio 2025, in proporzione ai mesi lavorati tra gennaio 2022 e marzo 2023.
  • È stipendio a tutti gli effetti: si pagano contributi e IRPEF. Se si riferisce ad anni passati può avere la tassazione separata. Di regola non conta per il TFR.

Cosa significa una tantum

Una tantum è un'espressione latina che significa "una volta soltanto". In busta paga indica un importo straordinario, pagato in un'unica soluzione o in poche rate, che non fa parte dello stipendio di ogni mese.

Nella maggior parte dei casi arriva con il rinnovo del contratto collettivo. Quando un CCNL scade e il nuovo viene firmato mesi o anni dopo, gli stipendi in quel periodo restano fermi: l'accordo di rinnovo può prevedere una somma forfettaria per compensare quei mesi. È questa la una tantum "per vacanza contrattuale".

Una tantum, arretrati e premio di risultato

Sono tre cose diverse, anche se in busta possono arrivare nello stesso mese:

  • gli arretrati sono le differenze di paga per i mesi passati, quando un aumento parte da una data già trascorsa: si calcolano mese per mese sul tuo stipendio;
  • l'una tantum è una cifra fissa decisa dall'accordo, di solito diversa per livello, che non dipende da quanto guadagnavi in quei mesi;
  • il premio di risultato nasce da un accordo aziendale o territoriale ed è legato a obiettivi misurabili, come la produttività. Nel 2026 e nel 2027 si tassa all'1% fino a 5.000 €, se l'anno prima non hai superato 80.000 € di reddito da lavoro dipendente.

L'esempio del Commercio: 350 € al 4° livello

Il rinnovo del contratto del Commercio (Confcommercio) firmato il 22 marzo 2024 ha previsto una una tantum di 350 € lordi al 4° livello, più alta o più bassa per gli altri livelli, pagata in due rate uguali: con lo stipendio di luglio 2024 e con quello di luglio 2025.

LivelloOgni rataTotale
Quadro303,81 €607,62 €
1°273,67 €547,34 €
2°236,73 €473,46 €
3°202,34 €404,68 €
4°175,00 €350,00 €
5°158,11 €316,22 €
6°141,95 €283,90 €
7°121,53 €243,06 €
Operatori di vendita 1ª cat.165,20 €330,40 €
Operatori di vendita 2ª cat.138,69 €277,38 €

Le regole dell'accordo:

  • spettava solo a chi era in forza al 22 marzo 2024, giorno della firma;
  • l'importo pieno corrisponde a 15 mesi di servizio, dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2023: chi in quel periodo ha lavorato meno mesi ne riceve una parte;
  • si riduce in proporzione per il part-time, per assenze e aspettative non retribuite e per sospensioni o riduzioni di orario; agli apprendisti spetta in proporzione;
  • se dal 1° gennaio 2022 l'azienda aveva già dato anticipi sui futuri aumenti, questi si scalano dalla una tantum.

Ti sei accorto tardi che mancava?

I crediti di stipendio si prescrivono in 5 anni. Per i rapporti di lavoro di oggi, secondo la Cassazione (sentenza 26246/2022), i 5 anni partono dalla fine del rapporto: se lavori ancora lì, o hai smesso da meno di 5 anni, puoi chiederla anche adesso.

Come si tassa

L'una tantum è reddito di lavoro dipendente: si pagano contributi INPS e IRPEF come sul resto dello stipendio. Il netto quindi è più basso della cifra lorda dell'accordo.

Quando è pagata per un rinnovo del contratto e si riferisce ad anni passati, l'Agenzia delle Entrate (risposta 367/2020) la fa rientrare nella tassazione separata, come gli arretrati: con un contratto collettivo basta che sia pagata in un anno successivo a quello a cui si riferisce. Con la tassazione separata non si somma allo stipendio dell'anno: si applica l'aliquota media che corrisponde al tuo reddito medio dei due anni precedenti, così non fa salire lo scaglione IRPEF. Per l'una tantum del Commercio le fonti dicono solo che è soggetta a contributi e IRPEF: come è stata tassata la vedi nella tua busta di luglio.

Dal 2027 il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) cambia la numerazione: la tassazione separata passa dall'articolo 17 al 19.

Sul TFR: il Codice civile esclude le somme occasionali, e l'accordo del Commercio dice espressamente che l'una tantum non conta "ai fini del computo di alcun istituto contrattuale, ivi incluso il T.F.R.".

Come controllare la voce in busta

  1. Cerca nell'accordo di rinnovo del tuo contratto se è prevista una una tantum, quanto vale e in che mese arriva.
  2. Nella busta di quel mese cerca la voce nelle competenze: di solito si chiama "una tantum" o "una tantum CCNL", a volte con l'anno del rinnovo.
  3. Controlla l'importo del tuo livello e riducilo per i mesi non lavorati nel periodo e per il part-time.
  4. Se manca o è più bassa senza motivo, chiedi il conteggio all'ufficio del personale, poi al sindacato.

Carica la busta paga: controlliamo le voci del tuo contratto e ti diciamo cosa manca.

Controlla la busta

Per sapere quali contratti sono stati rinnovati e quando arrivano gli aumenti leggi gli aumenti di stipendio del 2026.

Domande frequenti

È un pagamento fatto una volta sola, in un'unica soluzione o in poche rate, e non ogni mese. In busta paga di solito compensa i mesi in cui il contratto collettivo era scaduto.

350 € lordi al 4° livello, in due rate da 175 € con gli stipendi di luglio 2024 e luglio 2025. Per gli altri livelli va da 243,06 € (7° livello) a 607,62 € (Quadro), in proporzione ai mesi lavorati dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2023.

Sì: si pagano contributi e IRPEF. Se è pagata per un rinnovo e si riferisce ad anni precedenti può avere la tassazione separata, con l'aliquota media dei due anni prima.

Di regola no: il TFR esclude le somme occasionali e i contratti di solito lo dicono espressamente. Nel Commercio l'accordo la esclude dal calcolo di tutti gli istituti contrattuali, TFR compreso.

Dipende dall'accordo. Nel Commercio spettava a chi era in forza alla data della firma (22 marzo 2024), in proporzione ai mesi lavorati nel periodo di riferimento.

Fonti

  • Agenzia delle Entrate, risposta n. 367 del 16/9/2020: una tantum per vacanza contrattuale
  • Fisco e Tasse: CCNL Commercio, nuove retribuzioni e una tantum
  • LeggiOggi: CCNL Commercio 2024-2027, tabelle e una tantum
  • TUIR, art. 21: come si calcola la tassazione separata
  • Nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026)

Le informazioni di questo articolo sono generali e aggiornate alla data indicata (come verifichiamo i dati). Per il tuo caso rivolgiti a un sindacato, a un consulente del lavoro o all'ufficio del personale.

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In questo articolo

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